ZES: FINALMENTE LE COSE SI MUOVONO. SUD PUÒ DIVENTARE HUB MEDITERRANEO

 

Dare a Cesare quel che è di Cesare. Non possiamo non riconoscere che finalmente, dopo tanti anni di attesa, il progetto per le otto Zone economiche speciali per agevolare lo sviluppo del sud comincia a prendere un ritmo più sostenuto.

Dopo gli ennesimi ritardi, causati sia dalla pandemia sia dalle varie vicissitudini politiche, finalmente è pronta la rosa degli otto commissari (uno per ciascuna ZES) che dovranno gestire questo ambizioso progetto. Proprio ieri si è svolta la prima riunione, presso il ministero per il Sud e la coesione territoriale, degli otto prescelti con la Ministra Carfagna.

Vi ricordo brevemente che cosa sono le ZES.

Le Zone economiche speciali (Zes) sono aree del Sud, collegate a zone portuali e retroportuali che devono servire a favorire lo sviluppo di imprese già insediate o che si insedieranno, attraendo anche investimenti dall’estero. Per realizzare serve implementare le piattaforme logistiche, collegate anche da intermodalità ferroviaria, attraverso alcune agevolazioni fiscali aggiuntive, il rafforzamento degli sportelli unici doganali, le semplificazioni delle procedure amministrative, la riduzione del sistema burocratico e un insieme di altre misure e deroghe normative.

Le otto Zes sono: Abruzzo; Calabria; Campania; Ionica interregionale Puglia-Basilicata; Adriatica interregionale Puglia-Molise; Sicilia orientale; Sicilia occidentale.

Con il PNRR sono stati stanziati 630 milioni appositamente per l’avvio delle Zes , cui devono aggiungersi 1,3 miliardi di euro per i porti del Mezzogiorno e gli altri interventi di potenziamento delle reti ferroviarie. Oltre alle risorse finanziarie, nel Piano nazionale è prevista anche la semplificazione del sistema di governance, anche per garantire la cantierabilità in tempi rapidi. Inoltre, sarà raddoppiato da 50 a 100 milioni di euro il credito di imposta, che sarà esteso oltre ai beni strumentali anche agli immobili strumentali già presenti o da costruire.

Rimangono però alcuni punti su cui bisogna dare una spinta più decisiva. Innanzitutto, il completamento definitivo delle nomine di tutti gli otto commissari per renderli pienamente operativi.

Poi, la definizione di tutte le norme di semplificazione.

Ancora, come rilevato anche dal segretario generale della Cisl Luigi Sbarra, sarebbe opportuno valutare un abbattimento strutturale del carico fiscale e contributivo per le aziende che investono in occupazione stabile e formazione. Un segnale positivo è arrivato proprio dalla riunione di ieri, visto che si è valutato un potenziamento degli attuali incentivi fiscali.

Occorrerà, ovviamente, gestire il processo in modo tale che le ZES non creino meccanismi distorti di delocalizzazione, smobilitazione e desertificazione del tessuto produttivo dei territori, fermo restando quanto già previsto al proposito dalla norma sulle delocalizzazioni approvata nell’ultima manovra di bilancio.

Ci sono, comunque, gli elementi per un cauto ottimismo. Mi auguro che la candidata designata per gestire la ZES Ionica, Floriana Gallucci, farà gli interessi della intera macro-area Puglia-Basilicata.

La speranza è che davvero il Sud diventi quell'”hub logistico del Mediterraneo” che immaginiamo da tempo e su cui sembra sinceramente puntare anche la Ministra Carfagna.

 

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