Scuola Bramante: dopo dieci anni Matera si riappropria dei suoi spazi educativi

Senza l’attivismo del comitato di via Bramante, quell’area, forse, avrebbe avuto un’altra destinazione.

Ci sono voluti dieci anni perchè la scuola fosse restituita alla città, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Ieri c’è stata l’inaugurazione, a cui ho preso parte, anche se ci vorrà qualche altro mese prima che i ragazzi possano trasferirsi. Occorre infatti completare le pratiche di collaudo. I docenti presenti all’inaugurazione si sono avvicinati a me e hanno ringraziato il comitato dei genitori, ricordando alcuni passaggi importanti di quella vicenda.

Mio figlio aveva 6 anni quando cominciò a frequentare la scuola elementare di via Bramante, ma l’amministrazione comunale decise di chiuderla per problemi di agibilità. Avevo sperato che potesse rientrare in quello che era stato il suo istituto nel quale ha iniziato il percorso della scuola primaria di primo grado ma così purtroppo non è stato. 

Di acqua ne è passata sotto i ponti prima che la ricerca dei fondi si completasse e l’opera fosse demolita, riprogettata, finanziata, appaltata e cantierizzata.

L’ attuale Sindaco non c’era quando i genitori di Via Bramante lottarono per molti anni affinché il diritto alla scuola fosse tutelato e i nostri ragazzi in tempi celeri potessero tornare tra i banchi di quella scuola. 

E neanche alcuni consiglieri regionali, che pur di apparire, non hanno centrato i tempi, probabilmente per via di un fuso orario un pò sfasato a riprova della scarsa conoscenza del problema. Il comunicato stampa, semmai, andava fatto quando i genitori del Comitato si mobilitarono per risolvere una situazione che ha avuto un iter tormentato.

Ma si sa in Italia la burocrazia, le lungaggini degli appalti, i ricorsi al Tar, gli appetiti e gli intoppi sono sempre imprevedibili.

Si sono succedute varie amministrazioni e ad ottobre 2018, in veste di parlamentare, diffidai il Sindaco di Matera, intimandolo a fissare un termine perentorio per il completamento della scuola Bramante. Il Comune rispose, individuando il termine della fissazione dell’opera entro il 9/4/2019. La storia ha sconfessato pure quella data. Molti gli annunci a vuoto anche da parte dell’attuale amministrazione che, al pari delle precedenti, ha contribuito ad alimentare inutili aspettative. Le famiglie degli alunni speravano di poter iscrivere i propri figli all’inizio dell’anno scolastico 2022-2023.

Sin dall’inizio la preoccupazione del Comitato dei genitori, consisteva nel fatto che si stesse distogliendo l’attenzione sulla necessita’ di abbattere e ricostruire in tempi brevi la struttura, come promesso. Molte furono le rassicurazioni degli assessori sul rispetto del cronoprogramma lavori. Ci illudevamo che i nostri bambini potessero usufruire presto del nuovo plesso. Invece non è andata così. I tempi di esecuzione dell’ opera si sono dilatati con un iter travagliato e complesso.

Ma in compenso potranno beneficiarne tutti gli altri ragazzi perché la scuola è di tutti. Ed è una scuola nuova, moderna sia da un punto di vista architettonico che dell’ impiantistica.

La battaglia non fù solo quella delle famiglie direttamente interessate, ma anche di un pezzo di città (insegnanti, sindacati, operatori) per affermare il diritto all’istruzione, con la rivendicazione di una scuola che potesse accogliere degnamente gli alunni, tanto più che negli anni successivi Matera si sarebbe fregiata del titolo di capitale europea della Cultura. 

Senza la fermezza e l’impegno civico di quel Comitato, senza l’attivismo e la vigilanza di quei genitori ed insegnanti, quell’area, forse, avrebbe avuto un’altra destinazione e la città avrebbe visto un altro film.

 

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