QUADRO FINANZIARIO PLURIENNALE 2021-2027

QUADRO FINANZIARIO PLURIENNALE 2021-2027

La Commissione europea ha presentato il 2 maggio 2018 il nuovo quadro finanziario pluriennale 2021-2027. La proposta di bilancio, che alloca le necessarie risorse finanziarie per conseguire le priorità politiche dell’UE. Il bilancio previsto per la programmazione 2021-2027 è pari a 1.135 miliardi di euro, a prezzi del 2018, pari all’1,11% del PIL dell’UE a 27, proseguendo la “transizione” verso progetti “comuni” (innovazione, investimenti infrastrutturali e politiche di sicurezza e gestione dei fenomeni migratori).

Per l’Italia si tratta di una sfida importante: sia per le nostre imprese, in prevalenza piccole e poco innovative, che per gli enti locali.

Un obiettivo fondamentale è semplificare e aumentare la trasparenza relativa alla struttura del bilancio, accrescendo la flessibilità a fronte di eventi imprevisti e nuove emergenze (come la situazione sanitaria dovuta al COVID_19 e il conflitto in Ucraina).

Le politiche di coesione vengono attuate attraverso 7 Fondi strutturali e di investimento europei, attuati in partenariato con gli Stati membri:

  • Mercato unico, innovazione e agenda digitale: Mercato unico, investimenti, ricerca e innovazione, fiscalità, dogane, piccole e medie imprese, competitività, programma spaziale, Euratom, meccanismo per collegare l’Europa (136 miliardi di euro); 
  • Coesione, resilienza e valori: Sviluppo regionale, sostegno alle riforme, lotta alla contraffazione, UEM, investire nelle persone (programmi sociali, di istruzione, di volontariato e relativi ai mezzi di comunicazione), giustizia, diritti, valori (383 miliardi di euro); 
  • Risorse naturali e ambiente: Agricoltura, sviluppo rurale, affari marittimi, pesca, ambiente, clima (356 miliardi di euro); 
  • Migrazione e gestione delle frontiere: Asilo, migrazione, gestione integrata delle frontiere (23 miliardi di euro); 
  • Sicurezza e difesa: Sicurezza interna, sicurezza nucleare e disattivazione degli impianti, difesa, risposta alle crisi (13 miliardi di euro); 
  • Vicinato e resto del mondo: Vicinato, sviluppo, cooperazione internazionale, aiuto umanitario, preadesione, politica estera e di sicurezza comune, fondi per i paesi/territori d’oltremare (98 miliardi di euro); 
  • Pubblica amministrazione europea: Spese amministrative delle istituzioni Europee (73 miliardi di euro).

NEXT GENERATION EU

La situazione sanitaria emergenziale causata dal COVID_19 ha indotto l’Unione Europea ad adottare uno strumento per mitigare gli effetti socio-economici.

Gli interventi stanziati con l’iniziativa del Next Generation Eu sono i seguenti:

– Dispositivo per la ripresa e la resilienza (Recovery and Resilience Facility)
Costituisce il cuore dello strumento Next Generation EU in quanto mette a disposizione 672,5 miliardi di euro rispetto ai 750 complessivi. Si tratta di risorse nella forma sia di sovvenzioni sia di prestiti per sostenere le riforme e gli investimenti effettuati dagli Stati membri.

Con tali risorse si intende mitigare l’impatto economico e sociale della crisi pandemica e rendere le economie e le società dei paesi europei più sostenibili, resilienti e attrezzate per attuare la transizione ecologica e quella digitale. Per poter ottenere i fondi dello strumento per la ripresa e la resilienza, gli Stati membri devono predisporre adeguati piani di ripresa e resilienza.

– ReactEU – Assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d’Europa (Recovery Assistance for Cohesion and the Territories of Europe)
Si tratta di una nuova iniziativa che prosegue e amplia le precedenti misure di risposta dell’Europa attuate mediante le iniziative di investimento in risposta al coronavirus (CRII e CRII Plus). Lo strumento REACT-EU intende concorrere a una ripresa economica verde, digitale e resiliente e i finanziamenti previsti per esso vengono ripartiti tra il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE) e il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD).

L’Italia godrà della quota maggiore (191,5 miliardi di euro) dei fondi stanziati per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

l Piano comprende tre diverse tipologie di riforme:

  • Riforme orizzontali o di contesto, d’interesse traversale a tutte le Missioni del Piano, consistenti in innovazioni strutturali dell’ordinamento, idonee a migliorare l’equità, l’efficienza e la competitività e, con esse, il clima economico del Paese;
  • Riforme abilitanti, ovvero gli interventi funzionali a garantire l’attuazione del Piano e in generale a rimuovere gli ostacoli amministrativi, regolatori e procedurali che condizionano le attività economiche e la qualità dei servizi erogati;
  • Riforme settoriali, contenute all’interno delle singole Missioni. Si tratta di innovazioni normative relative a specifici ambiti di intervento o attività economiche, destinate a introdurre regimi regolatori e procedurali più efficienti nei rispettivi ambiti settoriali (ad esempio, le procedure per l’approvazione di progetti su fonti rinnovabili, la normativa di sicurezza per l’utilizzo dell’idrogeno).

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